Mi sono accorto di dormire alle 18:42 di un martedì, in autostrada, a metà strada tra Milano e casa.
Avevo guidato per quaranta minuti e non ricordavo niente. Non il paesaggio. Non la musica nella playlist. Non cosa avessi pensato.
Quel giorno mi è venuta una piccola vertigine. Non per la velocità — l'autostrada era libera. Per il vuoto. Quaranta minuti seduto in macchina, occhi aperti, riflessi attivi, mani sul volante. E non c'ero stato.
Da quanti anni stavo guidando così?
Da quanti anni mangiavo, parlavo con mia moglie, mettevo a letto i bambini, andavo a lavorare — senza esserci?